La vera storia della cartomanzia

Eduardo
Il parere di Eduardo
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Sembra che la storia della cartomanzia sia molto recente, se paragonata a differenti forme di divinazione e le prime testimonianze di questa tipologia di lettura del futuro risalgono al 1770 dopo la pubblicazione di un testo a Parigi, si tratta di Etteilla, ou la seule manière de tirer les cartes.

In questo libro Jean-Baptiste Alliette cerca di spiegare l’utilizzo delle classiche carte francesi per riuscire a predire il futuro. Non passano molti anni e lo stesso autore pubblica Manière de se recréer avec un jeu de cartes nommées Tarot. Siamo sempre a Parigi e ci troviamo tra il 1783 ed il 1785, siamo di fronte ad un vero e proprio testo in onore dei tarocchi.

Le varie testimonianze

In realtà però ci sono testimonianze cinquecentesche e seicentesche sia in Italia che in Germania dell’utilizzo di carte per poter predire il futuro, si tratta però di tecniche molto differenti da quella che è conosciuta come cartomanzia moderna, visto che le carte non avevano in realtà dei veri e propri significati.

Dopo la celebre cartomante Etteilla, una delle più famose cartomanti europee e stata Marie Adélaide Lenormand (1768-1843), conosciuta da tutti come « Mademoiselle Lenormard, » personaggio famosissimo che sembra fosse interpellata costantemente dalla prima moglie di Napoleone Bonaparte. Proprio da lei deriva il nome di un particolare mazzo di carte chiamato « Sibilla Lenormand. »

La vera storia della cartomanzia. Parte due

La cartomanzia si diffonde molto velocemente in Europa e nell’ottocento occultisti ed esoteristi vengono attratti in modo viscerale da questa nuova tecnica, inizia a ritenersi in modo diffuso che sia possibile leggere il futuro attraverso il sapere primigenio intrinseco ai tarocchi che vantavano un’origine egizia.

Si utilizzano differenti mazzi per divinare il futuro, i disegni ed i semi erano molto differenti e si passa dalle classiche carte da gioco fino ad arrivare alle celebri Sibille italiane, passando per le carte parigine e quelle zingare fino ad arrivare ai mazzi più recenti e studiati in modo apposito per l’utilizzo divinatorio da parte di cartomanti. Tra i mazzi noti in questo senso troviamo senza dubbio l’Oracle Belline.

I mazzi più utilizzati

Il mazzo che però vanta l’uso più diffuso a scopo divinatorio è quello dei tarocchi medievali che sono composti da 78 carte. Il principio su cui si basa la cartomanzia, qualsiasi mazzo si utilizzi, è quello dell’alchimia, racchiuso nel motto « Come sopra così sotto. » In questo caso si intende il sopra come l’universo metafisico totale ed il sotto come invece la realtà del mondo che ci circonda.

In questo caso il mosaico che comporrà le carte che verranno estratte, seguendo le posizioni che assumeranno ed i simboli estratti potrà fornire dei dati importanti per poter definire le scelte attuali o fornire al cartomante i dettagli per comprendere scenari futuri. Ovviamente tutto è nelle mani e nell’empatia del cartomante rispetto alle carte stesse ed ovviamente a colui che richiede la lettura.

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